La Storia dello Skate
Gli
skateboard che vengono usati tuttora, hanno una storia relativamente
recente, nascono infatti in California negli anni ’60 dove i ragazzi che
facevano surf da onda iniziarono a vedere delle analogie tra lo sport che
praticavano e quello che è l'antenato dello skateboard, ovvero una tavola di
legno con sotto attaccati i carrelli e le ruote di vecchi pattini a rotelle.
I surfer dedicati alla tavola a rotelle iniziarono a fare le prime
evoluzioni, come "impennate" sulle ruote anteriori o posteriori, giri su se
stessi e cosi' via. I più temerari facevano avanti e indietro sulle pareti
verticali delle piscine vuote (le famigerate pool, che in California, a
differenza delle piscine da noi conosciute, hanno un fondo tondo e
raccordato con transizioni).
L’attrezzo era pero’ ancora rudimentale: tavole strette e piatte, ruote di
ferro o legno, truck semi fissi, per cui le sensazioni "tipo surf" erano
pressoché irraggiungibili e lo skateboard passò lentamente nel
dimenticatoio. Il 1975 e’ ricordato da tutti gli skater come l’anno della
rivoluzione, una rivoluzione tecnica che riportò lo skateboard al successo,
non solo in California, ma in tutto il mondo: un giovane ingegnere tal
Nasworthy ebbe l'idea di montare sugli skateboard le ruote in uretano che
essendo piu’ morbide permettevano manovre simili a quelle del surf.
A causa dell'interesse globale di cui godeva lo skateboarding, gli anni
seguenti furono una continua evoluzione per questo sport.
Si iniziarono a delineare le varie specialità: il freestyle, lo slaloom, il
downhill e il vert skating.
Lo skateboarding in vert (su rampa) consisteva nel fare manovre (o anche
solo nel cercare di andare più in alto possibile) sulle pareti delle
piscine, o in strutture appositamente costruite come quarter o half-pipe. La
continua evoluzione tecnica imponeva però anche un'evoluzione dell'attrezzo
(che continua anche ai giorni nostri): tavole più larghe in acero canadese,
ruote con cuscinetti più veloci e truck che rispondevano meglio alle
sollecitazioni imposte. Con milioni di praticanti in tutto il mondo si
svilupparono grandi interessi attorno al mondo dello skateboard, molti
ragazzi, che prima praticavano lo skate solo per passione, diventarono dei
veri e propri professionisti dello sport, con stipendi e il proprio nome che
appariva sui giornali specializzati che giravano nelle mani degli
appassionati in tutto il mondo (nella seconda metà degli anni '70 il più
famoso era Skateboarder Magazine, mentre negli anni '80 diventarono popolari
le riviste Thrasher e Transworld Skateboarding).
I primi pro degli anni '70 avevano il proprio nome sulle tavole costruite su
loro disegno, guadagnando una percentuale sulle vendite. Oggi i pro mettono
il loro nome non solo sulle tavole, ma anche su ruote, scarpe e capi di
abbigliamento.
Con il passare del tempo si cominciarono a organizzare dei veri contest,
naturale evoluzione delle feste tra amici, che vedevano competere gli
skaters a suon di manovre stile e consistenza. Negli anni '80, quando lo
skateboard fu rimpiazzato da altri sport di tendenza (BMX, pattini a
rotelle, windsurf), molti proprietari di rampe e skatepark aperti al
pubblico chiusero i battenti, dato che il numero degli skaters che erano
disposti a pagare per usare le strutture non era sufficiente a coprire le
spese necessarie per mantenere questi spazi. Nacque così, intorno al 1982,
la disciplina dello street-style, che consiste nell'usare le strutture
urbane (come scalinate, panchine, etc.) per eseguire le manovre, evitando
cosi’ di pagare il park (o di fare chilometri per trovarne uno).
La disciplina dello street-style (o anche street) è indubbiamente quella più
praticata dai ragazzi in tutto il mondo, soprattutto perché praticabile
quasi ovunque ma anche perché evita di doversi impegnare nella costruzione
di strutture. I due pro americani che hanno contribuito maggiormente alla
nascita e allo sviluppo dello street sono sicuramente Natas Kaupas e Mark
Gonzales. Tra l'87 e l'88 il fenomeno skate riesplode come una vera e
propria "moda" in California (nell'89-‘90 in Italia). Questa volta lo
skateboard viene caratterizzato da tecniche riprese da ogni periodo dello
skateboarding.
Lo street-style domina sempre, ma la tecnica ibrida inventata dai ragazzi
comprende manovre riprese dal vert, che, anche se un po' trascurato, vive
una seconda giovinezza. In questo periodo si costruiscono le prime
minirampe, rampe di altezza intermedia che favoriscono sia l'apprendimento
che l'incontro tra la tecnica dello street e quella del vert. Nascono anche
i video di skate, documentari molto essenziali con gli esercizi più
difficili eseguiti dai migliori pro, non hanno ancora una vera e propria
distribuzione ma girano di mano in mano tra gli appassionati sotto forma di
VHS.
Fino ad arrivare ai giorni nostri, lo skate ha preso piede, in alcune città
più in alcune meno, per molti è una moda, per molti una passione, lo si vede
in tv, al cinema e sempre più spesso per strada, è facile trovare riviste
specializzate e comprare video nei sempre più diffusi street-wear shop.
Fonte: www.coolboards.it